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Da Brunico a Campo Tures – Correre dentro una Cartolina dell’Alto Adige

(Filippo Lo Piccolo)
Brunico – Campo Tures, Bolzano – (e tanto) Alto Adige, agosto 2014…

Una voglia di non tornare più, a casa, quella che conosci con tutti i suoi pregi e difetti.
Ma stavolta, la Sicilia e penso il resto dell’Italia, se volesse prendere ad esempio un posto dove prevalgono valori ormai persi per strada come il rispetto, la calma, la gentilezza e la correttezza, beh, deve provare a scoprire come ci si comporta e si vive in queste meravigliose Città.

 
Immagine di Copertina: L’arrivo vero è a destra, avrei voluto fermarmi ma
sono un Runner, non posso! (Foto Organizzatori)

Stavolta ho voluto passare delle serene vacanze in posti a me sconosciuti dove mai prima d’ora mi ero recato, nemmeno per gareggiare, ma stavolta, grazie anche all’aiuto insostituibile di un amico di tante immemorabili battaglie, Hermann Achmuller, ho vissuto dentro posti da favola dove per la prima volta ho visto che il rispetto della persona vien prima di ogni altra cosa, anche per i piccoli gesti.

Provenendo dal Sud, si vive e si cresce allenati alla cultura della diffidenza e della maldicenza, nel perenne rumore e mancato rispetto del prossimo – beh, si deve essere pronti a tutto lontano da casa!
Facendo saldi parecchi valori morali ed essendo contrario ad ogni forma di comportamento sopra citati, riesci comunque a fatica a sopravvivere a molti esempi di INciviltà presenti nel tuo territorio ed, ahimè, ti adegui di conseguenza cercando di fortificarti da ogni episodio negativo che può capitarti durante il cammino di vita.

Non a caso, viaggiando in vari luoghi, dico spesso: “provengo da Palermo, per cui son pronto a tutto!”, laddove possa incontrare situazioni caotiche, rischi di furto, borseggi, rumore o chissà altro.

Bene, tutti questi presupposti, una volta giunto in Stazione a Brixen, prima tappa di un lungo e indimenticabile viaggio, non sarebbero serviti a nulla!
Dopo la prima boccata di aria freschissima, lasciato il caldo torrido della Città, ne seguiranno tanti, tantissimi altri respiri misti ad odori di fiori, alberi, frutteti ed altri mozzati dalla pur lieve ma significativa altitudine dei luoghi visitati.

Con il Campione di tante battaglie sportive

Veder lasciare in giro semi-libere le tante biciclette (con tanto di percorsi ciclabili realizzati a regola d’arte) poggiate magari ad un muretto per poi ritrovarle lì, sane e salve è stato uno choc, positivo(!)
Così come la proverbiale fama di veder fermare le auto a distanza metrica quando ci si accinge ad attraversare o la totale assenza di rumori fastidiosi quali il clacson… entri in una dimensione dalla quale non vorresti tornare più via.
Tanti piccoli gesti e tanta cura delle diverse cittadine visitate, ricche di sobborghi storici e centrali con svariate aziende ed industrie di prodotti agricoli presenti nelle varie aree industriali, tutti posti immersi nel verde e sormontati dalle imponenti Alpi, fiore all’occhiello di questi meravigliosi posti.

Correre è stata un’emozione indescrivibile: sono stati giorni in cui l’allenamento è scivolato via semplice come una passeggiata immerso tra i meleti, i campi di fragole e tanta insormontabile natura.
Bastava allontanarsi un pò e già ci si ricavava un giro da 15 Km mosso e variato oppure notare dopo la prima uscita che poco più lontano dal Centro Storico della Città (il quartiere Alstadt) era ben presente una Pista nuova di Zecca dal color Verde Tartan: non poteva essere che l’impianto di Atletica di Bressanone, zona ricca di atleti e di valori dal gran talento!

Hermann è stato per giorni la mia guida, facendomi conoscere ogni mattino posti nuovi ed al pomeriggio a volte lunghe camminate in posti incantevoli quali le Tre Cime di Odle, (simili a quelle di Lavaredo, dove si potrebbe correre una Ultra Trail… ho detto Trail?!? – da fare almeno una volta nella vita, avendo sempre le forze per farla!)…
Abbiamo potuto anche correre un allenamento specifico insieme in settimana (senza svelare tanto i suoi obiettivi) e fare 4 x 2.000m (R.2′) in 6’30” circa.

Panorami mozzafiato e… non fa niente se c’era foschia, è stato uno spettacolo!

Dei due quello che soffriva maggiormente ero io; sarà che sono ancora in fase di riadattamento allo sforzo, ma quella mattina lui era particolarmente in forma, ragion per cui avevo pensato che al sabato avrebbe corso una bella gara – e non mi sarei sbagliato!

La corsa delle Patate (anch’essa specialità agricola della zona), ribattezzata a Brunico, vedeva la partenza Point-to-Point, dislocandosi per 3/4 di mezza maratona, ovvero l’insolita distanza di 17,6 Km circa, disseminati nel verde e nella pace dei luoghi attraversati, fino ad arrivare alla località montana di Campo Tures.

Hermann continuava con molto entusiasmo ad anticiparmi quanto sarebbe stata bella la gara e quanto mi sarebbe piaciuta; aveva ragione, ma lui non era lì durante la fase di riscaldamento, sarebbe “arrivato” poco prima del via 😉
Nella fase di attesa, una pioggia fitta e costante iniziata sin dal mattino di quel 23 agosto, presagiva cupi scenari ed un cielo pieno di nuvole pesanti… impossibile pensare che di lì a poco i raggi del sole avrebbero bucato tutto quel grigiume…peccato aver lasciato in borsa i miei fedeli occhiali da sole.
La pioggia non mi scoraggiava, ero insolitamente nervoso già da molte ore, evidentemente inizio a sentire nuovamente forte la voglia di lottare, faceva ancora caldo per me, nonostante l’aere che profumava di fresco.

Poco prima del via un Runner dai lineamenti “tirati” (noto complimento da runner) mi fa i complimenti in merito al blog… lusinghe a parte, i complimenti li devo fare a te caro Alexander!

Fasi preparatorie completate, mi inserisco tra la nutrita schiera di corridori, attendendo le presentazioni di rito dell’ottima speaker bi-lingue e nell’attesa che si materializzi Hermann, non posso che complimentarmi con il podismo Altoatesino per quanta correttezza e rilassatezza vi era alla partenza dove tutti rigorosamente stavano lontani un metro dal tappeto dei chip, cose da paese civile, lontane dalla Terra (che conosco) alla Luna…

Partenza! (Foto Organizzatori)

Pronti-Via e subito si crea un terzetto molto forte composto dai favoriti: il vincitore dello scorso anno, Georg Brunner, il sempre sorridente Hannes Rungger ed il favorito della vigilia Peter Lanziner.
Stupido da parte mia inseguire questo gruppetto, ma al primo chilometro ero lì, attaccato alla corda…
Errore commesso, già iniziavo a sentire una insolita e prematura fatica ma cerco di gestire il tutto per i primi 5K mentre il sole bucava il cielo con i suoi raggi di sole ed il verde attorno a me si esaltava in brillantezza.

Dopo aver superato grazie ad una pendenza favorevole la prima mini – crisi, penso che sia logico seguire il gruppetto che a pochi metri mi tallonava, composto da un quartetto, tra cui un giovane atleta del Marocco che per tutta la gara ha corso con inspiegabile discontinuità e continui strappi.
La gara per me è lunga, quasi il doppio rispetto alle mie prime uscite dell’anno ma cerco di affrontare uno step alla volta e mi prefiggo di raggiungere i 10K con serenità.
A lungo mi rilasso dietro i due atleti che tirano la corsa con cambi regolari ma per me inizia ad essere impossibile dare loro una mano.

Resto attaccato al gancio, ancora altri 2 chilometri, in aperta campagna e con i pochi spettatori presenti ad incitarci, quando, al nuovo leggero rilancio di ritmo subisco il colpo e mi stacco, già stanco.
L’atleta del Marocco mi scavalca da dietro e “scatta” verso la coppia inseguitrice Burger – Strobl e poco più avanti il bravo Alex Stuffer inizia a scomparire in lontananza, nascosto dalle coltivazioni poste in perfetto ordine.
Resto solo ed inizia una lotta interna ma non mollo, non voglio mollare, non si può e non è giusto…mancano appena 5K, i più duri di questi ultimi due anni travagliati.

Fasi iniziali di gara, Km1 (Foto running.bz.it)

E’ il 15° chilometro, percepisco un calore ed un panorama fantastico ma le ombre prevalgono sui miei pensieri, il clima rilassante mi aiuta a non cedere, quando da dietro rinviene Hermann, nel suo inconfondibile stile ed in perfetto controllo.
Mi incita, mi invita ad attaccarmi a lui ma la crisi era appena iniziata.

Riesce la sua lontananza a circa 100m ad obbligarmi a lottare ancor di più e trovo gli ultimi appoggi per non cedere ma ormai si entra nel centro abitato di Campo Tures, la gente mi aspetta e mi applaude, i miei piedi invece non rispondono a cotanto fragore.
Perdo ancora una posizione, le curve iniziano ad essere sempre più lunghe quando finalmente insorge da lontano l’Arco della Pace, della Liberazione…
Pochi attimi dopo, un saluto ad occhi sgranati al pubblico festante ed il capo rivolto verso il cielo ormai sgombro di nubi… l’arrivo, il 10° e sudato posto, in 1h 01′ 51″

Privo di forze, mi aggrappo al fortissimo Ultra-Hermann che compie un grande allenamento di giornata e sono davvero contento per lui.
Devo tanto ringraziare i miei amici che mi hanno fatto scoprire posti così fantastici e indimenticabili.

Avevo una voglia matta di chiamare il Coach in quel frangente, ma in Sicilia, a distanza di tantissimi chilometri e Gradi Celsius, si correva a Borgetto (vittoria del Duca) e, nel caso del Coach, l‘Ecotrail della Luna a Caltavuturo…

Voglia di far festa, nel dopo-gara tutti insieme!

Il tempo volgeva al termine, un freddo così avvolgente si aggirava sugli 800m tra Brunico e Campo Tures, forse capaci di mettermi in grosse difficoltà in gara, era momento di riflessione ma la festa popolare, i canti, la gente vicina ed iper-eccitata dalla corsa appena svolta e le bellissime premiazioni mi hanno ridato serenità.

Amo correre, amo soffrire per questo Sport.
E’ bastata una settimana per ridare fuoco vivo e nuove speranze, è bastato un sorriso degli amici che mi hanno accolto.
Grazie tutti Voi!

2 commenti:

Luca_Vittorio Veneto ha detto…
l’Alto Adige insegna molto, su tutti i fronti, ma in particolar modo nel rispetto di tutto e tutti. Come al solito però in “Italia” gli Alto Atesini vengono battezzati con un termine dispreggiativo perchè come hai scritto tu certi valori ormai sono lontani anni luce pertanto e più facile criticare che prenderne esempio. Per quanto mi riguarda: W L’Alto Adige!!! Per quanto riguarda la corsa e considerando la partenza troppo forte, la condizione non proprio al top e l’altura, beh ti dico che secondo me il prossimo hanno se ritorni a farla questa gara qualcuno prenderà le sane vastunate!!! :-)))).
Bel racconto, ti abbraccio e ti saluto, anche se ormai so in anticipo molte cose, ma scrivere e commentare sul tuo blog per me è sempre importante :-)))

Filippo Lo Piccolo ha detto…

Grazie mille Luca, sarai anche un commentatore sempre presente, anche se non ci limitiamo solo a questo ed in fondo grazie a questo canale ci siamo conosciuti di persona, bello no? 🙂

In tanti sono tornati a leggermi a partire dal titolo “Deep Wild Calabria” (per ora i titoli mi riescono bene 🙂 e poco importa se nessuno commenta, è sempre bello che qualcuno scopri qualche piccola anteprima o tratta spunti dai miei racconti!

Non potrei mai dispregiare gli Altoatesini dopo quello che i miei occhi hanno visto, in fondo sono un “perfettino” anche io e forse per questo mi sono trovato a mio agio.
Ma il punto non è questo: leggendo tra le righe, nel passo “Provengo da Palermo per cui…” me ne faccio un vanto semplicemente perchè riesco ad applicare sul campo “internazionale” i valori che ho imparato a casa mia.

Se mi so muovere nelle città caotiche o dover guidare in mezzo al traffico ordinariamente “folle” o dovermi “assuppare” schiamazzi e rumore ovunque in Città, specie nelle uscite serali, non vuol dire che faccio tutto questo!

Anzi, in genere faccio l’esatto contrario ma saper trarre il meglio dalle situazioni negative significa essere elastici e pazienti.

E pazienza stavolta… la gara è andata chiaramente così, non mi va di raccontare storie di facciata, ma da quando ho iniziato questo nuovo percorso fin’ora non mi sono fermato più e se Dio vorrà, l’anno prossimo sarò presente più cosciente e più determinato!

E Forza Hermann che tra tre mesi… 😀

gara delle patate